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Enzo Natta
Uno sguardo nel buio
Cinema, critica, psicoanalisi

Il volume esamina nella prima parte i possibili percorsi della critica in un contesto multimediale che si apre alla letteratura, prendendo in prestito canoni e poetiche che riconducono all’intuizione di Sainte-Beuve, secondo il quale il critico è come un ritrattista, che grazie al suo acume sa sempre riconoscere l’uomo nello scrittore; nella seconda parte analizza i rapporti fra il cinema e la psicoanalisi concentrando la sua attenzione su quel «significante immaginario» di cui parlava Christian Metz. La visione di un film provoca sempre un transfert, processo di trasposizione inconsapevole – nella persona del regista-analista – di sentimenti provati dal soggetto-spettatore nei riguardi di persone che ebbero importante rilievo nella sua vita infantile e che, nel buio di una sala cinematografica, si risvegliano dal sonno dell’inconscio. Ecco il perché del titolo Uno sguardo nel buio. «L’anima di chi dorme è tutta uno splendore di occhi che vedono», canta Eschilo. Allo stesso modo, nelle Metamorfosi di Apuleio, Lucio può vedere Iside nella notte del plenilunio, perché soltanto nella luce notturna gli uomini possono vedere gli dèi. Freud e Jung hanno sciolto l’incantesimo e con l’aiuto del cinema hanno condotto i sogni alla luce del giorno.

Enzo Natta è critico cinematografico di «Famiglia Cristiana». Fondatore e direttore responsabile della rivista «Filmcronache», dirige la collana «Studi e ricerche» edita dall’ANCCI (Associazione Nazionale Circoli Cinematografici Italiani), che ha presieduto dal 1980 al 2000. Autore di libri e di programmi radiofonici e televisivi, già critico cinematografico della Radio Vaticana e per oltre vent’anni fra i curatori della pagina sullo spettacolo de «L’Osservatore Romano», collaboratore di quotidiani, enciclopedie e riviste, italiani e stranieri, è stato capo ufficio stampa dell’Ente dello Spettacolo, dell’Italnoleggio Cinematografico, di Cinecittà e dell’Ente Cinema.

80 pagg. • 2005
€ 12,00 • ISBN 88-7402-223-9
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