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Vincenzo Pilato
Il profeta dei profeti Perché credo alle profezie bibliche e perché non credo ai falsi profeti e alle false profezie I profeti trasmettono in forma poetica la Parola di Dio: profetare, infatti, non significa solo annunziare le cose future, ma anche parlare in luogo di Dio. Nei loro scritti vi sono pagine sublimi, poiché Dio stesso parla in loro, rivelandosi come l’unico Dio, la cui potenza è infinita. In molte pagine profetiche vi sono profezie che riguardano, fra l’altro, la venuta di Gesù sulla terra, la sua divinità, le sue opere prodigiose, il luogo della sua nascita, la sua passione descritta fin nei particolari e la sua risurrezione. Questo volume intende investigare, ricercare e registrare centinaia di profezie annunciate nel Vecchio Testamento, al fine di metterle poi in relazione agli accadimenti che si sono avverati nel Nuovo Testamento. A proposito di parola di Dio nelle profezie, l’apostolo Paolo scrive: «Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona» (II Timoteo 3,16). Vincenzo Pilato è nato a San Cataldo di Sicilia nel 1938, ove, nella prima giovinezza, ha operato attivamente nelle file dei giovani di Azione Cattolica. Si è laureato presso l’Università degli Studi di Torino in Scienze Politiche e in Giurisprudenza. Ha conseguito il titolo di «Magister in Scienze Religiose» presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano Sezione di Torino e, per ultimo, si è laureato in Economia e Management presso l’Università Unitelma di Roma. Nel maggio 1999, nella veste di delegato sinodale laico, ha partecipato al I Sinodo della Chiesa Ordinariato Militare in Italia, in rappresentanza della Zona Pastorale del Piemonte. È abilitato all’esercizio della professione di Ragioniere Commercialista ed è iscritto nel registro dei Revisori Contabili. Ha trascorso la sua carriera militando, professionalmente, nella Guardia di Finanza, nei vari gradi di sottufficiale e ufficiale; quindi, nel 2001, è stato posto in «ausiliaria » con il grado di Tenente Colonnello, per raggiunti limiti di età. Nel 2006 è posto in congedo assoluto ed è in promozione al grado di Colonnello nel «R.O.». È Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, nonché Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Con deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura, nel 2002 è stato nominato Giudice Onorario di Tribunale ed assegnato al Tribunale di Torino, ove ha esercitato le funzioni per un intero mandato. 256 pagg. • 2011 • € 18,00 ISBN 978-88-7402-738-5 |
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