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Lucia Zagaria
Domenico Carosso Diario dei nostri sentimenti Poesie ai confini dell’anima Nel primo anniversario della morte di Lucia, Domenico continua il colloquio con Lucia, sul passo d’erba dove vengono i vivi a leggere le lapidi. Che senso ha colloquiare con un defunto? È questo l’interrogativo sul quale Lucia e Domenico ci chiamano a meditare, un interrogativo denso di significato, che ci propone una riflessione di fondo. Il mai interrotto colloquio di Lucia e Domenico che queste poesie ci attestano è il segno palese di una sapienza che, ripercorrendo gli eventi nella verità della loro finitudine, non li disgiunge dal loro senso ma glielo restituisce, in forza della finitudine stessa. Allora il colloquio si fa discorso sapienziale e l’anima, riconoscendo l’unità col suo alter ego, tocca l’infinita vastità del reciproco dono (dell’io e dell’altro) nella profondità del verbo che, dicendone la finitudine e la morte, lo presenzia e lo vivifica. Così la morte di Lucia è il senso della vita di Domenico, la verità del suo cantare poeticamente, come la vita di Lucia nella rammemorazione poetante di Domenico è lo stesso unirsi di Domenico alla morte di Lucia. La poesia custodisce il significato riposto e pregante della continuità del loro colloquio (dalla Prefazione di Marcello Zanatta). Lucia (1948-2008), lucis via, trasforma l’impurità della vita nella purezza della poesia, perché sa che l’esistenza è canto. Domenico ha incontrato Lucia negli ultimi tre anni della sua vita terrena, e rimane nel suo amore. 96 pagg. • 2009 • € 10,00 ISBN 978-88-7402-521-3 |
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